Djerba,
l’isola più grande dell’Africa del Nord, di fronte
la Tunisia, ha un clima temperato tutto l’anno ma è un viaggio sicuramente
consigliato in primavera ed autunno. Io sono stata fine agosto e il caldo è
insopportabile, nonché il mare pieno di alghe in quel periodo...peccato perché
sarebbe un bel mare azzurro contornato da immense spiagge bianche di sabbia fine.
Classico viaggio di 1 settimana in villaggio tutto incluso (perchè conviene) ma ....da me vissuto come sempre in modo indipendente :-)
Vi consiglio di girare con un abbigliamento adeguato (ovvio che non c’è bisogno che vi
copriate completamente), ma pur sempre di rispetto a persone/ luoghi musulmani
Non abbiamo fatto il classico giro città organizzato
dall’hotel, ma abbiamo preso più volte un taxi e ci siamo fatte portare in giro
per l’isola. Il bello del taxi è che quando vedi qualcosa di interessante ti
fai fermare e loro ti aspettano tranquillamente (sono piuttosto economici non
preoccupatevi).
Questo perché a parte la capitale di Houmt Souk, ci sono
altre cittadine da vedere con le loro particolarità, tra queste quelle rimaste più impresse:
Fadhloun, moschea quasi del tutto abbandonata ma ancora in
buone condizioni (mai vista una moschea più vuota)
Guellala famosa
per il museo di storia e tradizioni locali ma soprattutto per la produzione artigianale di vasellame
in argilla….Quest’ultima molto interessante dal punto di vista espositivo: in
pieno deserto, di tanto in tanto si trovano degli agglomerati di vasellame di
tutti i tipi che sarebbero “i negozi” (foto sotto) ma all’aperto in mezzo al deserto dove ti
puoi fermare per fare acquisti ed ammirare da vicino i loro cammelli che sono li a fare
compagnia ai proprietari.
La giornata più emozionante è stata quando ci siamo
ritrovate sperdute nell’entroterra dell’isola. WOW che posto! Rispetto all’Egitto, i tunisini
non parlano Italiano e quasi nulla di inglese, forse un po’ di francese. Certo
trovarsi 3 donne, da sole in mezzo al nulla, vestite con pochi vestiti (con quel caldo torrido!) e con
quasi tutti uomini intorno (al massimo ci saranno state tre donne ) poteva non
essere entusiasmante ma l’esperienza insegna sempre qualcosa di nuovo : “quando
rispetti le culture altrui , vieni rispettato”. Il senso del viaggio è proprio ascoltare
chiunque abbia una storia da raccontare (non ci sono lingue che separano). Le diverse culture servono per confrontarsi non per criticare. Questo ti ripaga sicuramente.
Dopo 5 giorni in un villaggio dove non avevano mai previsto
il piatto tipico del loco: il cuscus,.... qui, in una sperduta cittadina dove
c’erano 2 bazar, un ristorante, una caffetteria (non pensate al ristorante e
bar che intendiamo noi occidentali
ma qualcosa di
“fatiscente”) siamo riuscite a farci preparare con cura un cuscus fantastico….la cosa più buona di tutto il
soggiorno :-)
Grazie poi all’aiuto di alcuni di loro ci hanno trovato un
taxi e siamo tornate in hotel.
Altro bagaglio di esperienze ed emozioni !!!!!
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